LA CRONONUTRIZIONE

LA CRONONUTRIZIONE

La Crononutrizione

Nell’ultima permanenza sul suolo francese ho raccolto un percorso alimentare, indicato dal dott. Delabos, che mi ha confortato su quelli che ho da sempre ritenuto sani principi nutrizionali e che spesso propongo sia come corretta educazione alimentare sia come idonea preparazione all’intervento chirurgico..

Negli ultimi anni perdere qualche chilo è stato facile da immaginare piuttosto che da realizzare.

La cronistoria delle diete proposte è ricca al punto di avere creato una vera e propria “diet-industry”.

Contro le privazioni o la ripetitività monoalimentare è senz’altro meglio riflettere sulle nostre semplici necessità metaboliche.

l nostro organismo è infatti programmato con dei ritmi biologici ultraprecisi, regolati come una scala musicale da circa due milioni di anni, si tratta quindi di ritornare, in tema di alimentazione, “ab origine”.

E’ proprio sulla base di queste primordiali necessità biologiche umane che può anche trovare un percorso nutrizionale semplice che comporti, peraltro seppur cronologicamente, l’introduzione di grassi al mattino proteine a pranzo, zuccheri nel pomeriggio e fibre la sera.

Astenersi dal mangiare qualsiasi cibaria non importa come e quando ma piuttosto fornire al proprio corpo le giuste quantità di alimenti nei momenti della giornata dove esse sono le più utili: è questa una “nuova filosofia alimentare”

Potrebbe essere tutto così perfettamente logico, se non fosse che la nostra quotidianità è così spesso legata ad una vera e propria anarchia alimentare tanto illogica quanto dannosa.

Evitare le fuorvianti abitudini che ci accompagnano giornalmente, cioè modificare le proprie cattive abitudini alimentari, equivarrebbe a riorganizzare totalmente l’organismo con la reale possibilità di ridurre i chilogrammi in eccesso in un tempo relativamente breve.

Imperativamente la prima colazione.

La criobiologia mostra come il corpo utilizza le prime 4-5 ore dopo il risveglio per stoccare i propri lipidi e consentire alle cellule di fabbricare la propria parete.

Esattamente come, sul cantiere, i muratori preparano cemento prima di costruire  i muri

Ecco l’importanza di introdurre, un’ora al massimo dopo il risveglio, alimenti ricchi in grassi e proteine animali: piccole quantità di formaggio e salumi (per i lipidi), di pane  (per i carboidrati  - zuccheri lenti - e la vit.C) e burro (per la vitamina A).

Il tutto accompagnato da una bevanda calda, senza zucchero o edulcoranti, e acqua a volontà.

Il Dott. Delabos è formale: non è consentito consumare latte, yogurt e formaggi bianchi.

Il latte e i suoi derivati rifermentano un’importante quantità di lattosio, zucchero necessario alla crescita dei bambini ma che fa ingrassare gli adulti.

Per quanto riguarda il calcio ricordarsi come sia particolarmente presente nei formaggi che, tra l’altro, non contengono un grammo di lattosio.

Anche l’apprezzatissimo succo d’arancia al mattino è controtendenza.

La preziosa attività antiossidante non è logica allorquando il corpo ha piuttosto bisogno di antiossidanti per sciogliere i lipidi della ricostruzione cellulare.

Il pranzo,  che serve a regolare lo stoccaggio dei materiali immagazzinati dal mattino deve completare gli apporti in energia ed in aminoacidi della prima colazione, permettendo al corpo di effettuare la sua ricostruzione quotidiana e predisponendoli per la notte.

Esige perciò un apporto rapido, solido ed efficace, consumando cinque ore dopo la colazione che provveda all’introduzione di un’importante quantità proteica.

Il break pomeridiano può invece essere facoltativo e comunque rappresenta il miglio modo di rispondere ai segnali ipoglicemia, più o meno presenti, nel tardo pomeriggio. Grassi vegetali e frutta sono raccomandabili. Ornamento per nulla obbligatorio la cena, che deve prevedere comunque, pesci e legumi piuttosto che verdure, stoccaggio di sali minerali che favoriscono la “cellulite”.

L’associazione nella giornata, e a completamento di queste semplici norme alimentari, di una qualsiasi attività fisica perfezionerà l’obiettivo finale.

Salute Donna  06/2005